L’attesa…

-È così. Nessuno può dire il contrario. Nell’eventualità di un incontro si può crescere, vivere o morire.

Si può scegliere. Non è sempre facile, nemmeno difficile. È un’azione, non un pensiero. Andare a destra oppure a sinistra. Colpire o difendere. Odiare, amare. Sono scelte, Ana Ilati. Devi scegliere-

Berio osserva la giovane Nanoa con placida ammirazione. Erano decadi che non ne nasceva una così: lo spirito di un guerriero, il cuore di una madre e la mente fine di un capo.

Ana sta in silenzio. Respira calma, anche se il petto le esplode di emozioni. La mente vuole essere altrove, oltre le chiome verdi della Sacra Foresta di Mora, lassù sulle nuvole. Ma niente, le natiche percepiscono il duro terreno su cui sono entrambi seduti.

-Devi scegliere Ana. Vuoi andare o restare?-

Ana Ilati interrompe il suo respiro, il tempo di un battito di ciglia, poi sospira appena rallentando la pressione sullo sterno. Vorrebbe volare via, potrebbe anche farlo. Ma no. C’è Berio e tutto il suo popolo che la osserva. Stringe i palmi sulle cosce villose. E parla: -qui c’è molto, forse tutto quel che mi occorre, ma non basta. Posso e devo difendere le Terre, potrei farlo insieme al mio popolo, questo mi legherebbe alla Sacra Foresta per sempre. Sarebbe la scelta più facile, ma sarei un’egoista. E dovrei prendere il posto di Berio- sorride incrociando lo sguardo del suo capo, maestro e padre -ma non è poi così vecchio, non credete?-

Il popolo Nanoa sorride insieme a lei.

Berio ride. Qualche attimo di gioia ad allentare la tensione di un addio. Poi solleva le braccia per chiedere silenzio.

Il popolo Nanoa zittisce.

-Ana Ilati vuoi tu restare o andare?-

Ana si solleva dal suolo, assume una postura dritta e austera. Le lunghe braccia villose appoggiate sui fianchi. Una voce sicura, decisa e melodiosa: -di fronte a te Berio, con testimone tutto il popolo Nanoa, chiedo perdono a Mora, lo ringrazio di avermi accudito, ma ho scelto di andare. Difenderò il mio popolo e le Terre dal caos, donerò la mia intera esistenza alla vita e all’equilibrio naturale. L’Avvento è vicino. Percepisco i Salvatori. Il mio destino è trovarli, aiutarli e fare in modo che non sia tutto distrutto in un boato furente-.

Ana Ilati si congeda con un cenno del capo, afferra il su bastone intarsiato e se ne va.

Combatti, Cercatore!

Comprendo benissimo che la mia assenza possa generare quesiti, ma in questo periodo di trambusto e di guerra, le Terre degli Antichi Dei sono devastate in ogni dove.

Per me, povero studioso, vecchio e stanco, non è facile tessere le fila dei molti eventi che si susseguono.

Vi invito a sfogliare il manoscritto di Rogan per avere ancor più chiaro il quadro della situazione.

È guerra, Cercatori!

Una guerra che si muove fuori e dentro di ognuno. Che divide i fratelli, le sorelle. Che scioglie i legami anche più profondi. È una guerra fatta di battaglie sanguinose, interiori per lo più.

Ma c’è un uomo. Un mago. Una leggenda. Che puoi indicarci una via d’uscita.

Combattete Cercatori: i vostri demoni, i vostri rancori, le vostre debolezze!