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lo storico de Le Terre degli Antichi Dei

Non si fugge dal tempo…

In evidenza

Cercatori,

vi riporto quanto trovato affisso sulle mura di Woqh dopo la cruenta battaglia, ad un anno, quasi dall’uscita di Rogan – L’Occhio di Djarrak:

Ci sono forze dentro e fuori di noi che tramano e spingono per renderci schiavi.

Non resta che combattere quando si è con le spalle al muro. Non si può più parlare di pace senza una guerra, né di felicità senza sofferenza. Tutti sappiamo quanti sacrifici si devono sopportare per ottenere quel che si desidera e, a volte, non basta.

Non viviamo in un mondo fatato, anche se vogliono farcelo credere. Non esiste alcuna magia che non sia frutto di sudore, fatica e sofferenza. Non credete alle fate.

Il tempo scorre. Il tempo fugge. Ma noi non possiamo fuggire, non possiamo più scappare dai nostri stessi demoni. Occorre combattere per non soccombere. Prima che sia troppo tardi. Prima di invecchiare supplicando. Prima di morire soli.

Non c’è da aver paura dello scontro. Si deve aver paura di non aver più tempo di affrontare i nostri dubbi, le nostre fobie. Allora alzatevi, allenatevi. Prendete in mano la vostra vita, finché ne avete ancora una. Unitevi a ROGAN e i suoi compagni! Liberi di pensare, liberi di vivere.

Reo, il dotto scrivano,
la cronaca de “Le Terre degli Antichi Dei”

duello

Combatti, Cercatore!

Comprendo benissimo che la mia assenza possa generare quesiti, ma in questo periodo di trambusto e di guerra, le Terre degli Antichi Dei sono devastate in ogni dove.

Per me, povero studioso, vecchio e stanco, non è facile tessere le fila dei molti eventi che si susseguono.

Vi invito a sfogliare il manoscritto di Rogan per avere ancor più chiaro il quadro della situazione.

È guerra, Cercatori!

Una guerra che si muove fuori e dentro di ognuno. Che divide i fratelli, le sorelle. Che scioglie i legami anche più profondi. È una guerra fatta di battaglie sanguinose, interiori per lo più.

Ma c’è un uomo. Un mago. Una leggenda. Che puoi indicarci una via d’uscita.

Combattete Cercatori: i vostri demoni, i vostri rancori, le vostre debolezze!

Il diario di Lyce – parte 1

il diario di LyceSi dice che la Fiamma possa bruciare fino a consumare se stessa. Un paradosso? O uno stato di fatto? Sinceramente, questo il vostro umile scrivano non lo sa. Quel che è certo è che presso Allev, un piccolo villaggio di cacciatori e boscaioli, è successo qualcosa di molto spiacevole. Che il fuoco possa aver purificato ogni male, in fondo, resta una speranza.

Mi sono imbattuto nel villaggio di Allev durante uno dei miei viaggi di “ricognizione“, insieme ad un mio caro studente di Troaph. Devo dire che dell’insediamento è rimasto ben poco. Si dice che una strega Nanoa vi abbia lanciato una maledizione…ma su questo le fonti sono discordanti, i più piccoli parlano invece di uno stregone coi capelli neri arruffati e sporchi, con movenze simili ad un gatto. Le donne, a loro volta, sussurrano di una ragazzina dalla pelle chiara come la luna e gli occhi rossi rubino, come quelli di un demone.

Incuriosito mi sono riproposto di restare. L’unica locanda del villaggio ha per nome CERVO ZOPPO, non molto invitante. Nelle poche ore passate in compagnia dell’oste ho avuto modo di stilare qualche informazione in più che mi ripropongo di riordinare quanto prima in uno scritto più completo.

Il giorno seguente mi sono recato presso il luogo del misfatto. Con il mio fido studente abbiamo constatato che del casale, una volta dimora della piccola Lyce e sua madre, resta solo uno scheletro vuoto. Gli abitanti stessi delle villaggio per cercare di allontanare la maledizione della “strega” vi avevano dato fuoco.

Seguendo la comprovata procedura di ricerca sul campo, che modestamente ho stilato in anni di studio e applicazione, sono riuscito a recuperare tra la cenere alcuni oggetti molto interessanti. Stiamo ancora verificando la natura degli stessi, ma posso in questo momento poter affermare che alcune pagine di un diario sono state recuperate dall’incendio.

Mi riprometto di pubblicarle, per mero scrupolo di cronaca, man mano che il mio fidato studente riesce a tradurre e dare completezza alle frasi delle piccola Lyce. Il diario è stato tenuto per anni, ancora non sappiamo quanti. Si dice che attualmente la ragazzina abbia circa 12 anni. Riporto di seguito una stralcio dalle prime pagine:

Mamma mi ha fatto male. Mi ha fatto uscire il sangue dalla schiena. Dice che ho il sangue marcio. Non so cosa voglia dire, ma il dolore mi ha fatto svenire per quasi un giorno. Ho visto la luna grande così vicino alla piccola che sembrano parlare. Mamma non mi ha parlato quando è venuta a portarmi l’acqua, è entrata nella stanza e mi ha fissato. In silenzio. Forse ha pianto. Poi se n’è andata e non è tornata presto.

Questo è quanto. Stiamo cercando di capire attraverso le parole di Lyce, se lei sia veramente un pericolo per le Terre o se sia solo la vittima della follia della madre. Per ora l’unica notizia appurata è che Lyce si trova in compagnia di Mephes, un sedicente veggente, Remo, un cavaliere decaduto e Ana Ilati, una sciamana Nanoa. Il motivo per cui i quattro viaggino insieme è tuttora oscuro.

Continua…

Reo, il dotto scrivano,
la cronaca de “Le Terre degli Antichi Dei”