Il grande K

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Fai il tuo. 

Il grande K si ripete a mente un vecchio detto di suo padre. E beve un bel sorso di vino. Fai il tuo sempre. Sorseggia il liquido rosso fino all’ultima stilla. Poi si asciuga con la manica bocca e barba. Poggia le mani stranamente delicate sul bancone della sua piccola locanda: I TRE CANI. Sono anni che la gestisce, da qualche mese ne è proprietario. Per diritto successione. Dicono i più.

Qhintar è un regno libero. Almeno finora. E la locanda del grande K è nella periferia dell’ultimo dei regni liberi. Dove commercio e prostituzione non sono altro che la massima espressione di libertà. Il grande K scruta gli astanti lisciandosi la barba folta e ben curata: è brizzolata e leggermente a punta sotto il mento. Il grande K ha passato i 40 anni, ma ha ancora il fisico asciutto di chi sa il fatto suo e dai suoi 180 centimetri controlla costantemente l’andirivieni all’interno de I TRE CANI. Bofonchia tra sé, sembra sempre arrabbiato, ma lo è più con se stesso che con il mondo intorno.

Qualcuno, improvvisamente, urla dal fondo della locanda, laddove la penombra si fa più oscura, poco distante dagli ultimi tavoli. Due nerboruti si stanno gonfiando di botte. Uno è biondo, l’altro moro.

Il grande K sbuffa e si muove nella direzione dei cazzotti. I pochi astanti si allontanano dai due rissosi lasciando spazio all’austera figura del locandiere.

Il grande K nella sua vita ha avuto solo pochi vizi. Due per l’esattezza: il vino e le donne. Ama il vino. E ama ancor di più le donne. Il primo lo ha trasformato in un oste, le donne l’hanno ridotto a locandiere di bassissimo ordine. Fa il tuo, sempre!

I due si picchiano sodo, non c’è che dire. E, solo quando il Biondo decide di imbracciarsi un sedia per romperla sulla testa del Moro, il grande K interviene. Blocca la sedia con la mano sinistra e squadra il Biondo, che preso alla sprovvista si arresta, tenendo la sedia per le gambe proprio sopra la propria testa. Il Moro, a questo punto, cerca di approfittarne e parte alla carica. Ma, con l’altra mano, il grande K lo blocca sul posto.

Situazione di stallo: il grande K divide i due contendenti. Con la mano sinistra sorregge e trattiene la sedia sopra la testa del Biondo, mentre con il palmo della mano destra blocca il Moro all’altezza del petto. Un voce tra gli astanti impauriti si alza: -Chiamate le guardie!-

 

continua…

 

Reo, il dotto scrivano,
la cronaca de “Le Terre degli Antichi Dei”

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