LA MASCHERA DELLA MORTE GIALLA

Era l’alba di un nuovo giorno nelle Terre degli Antichi Dei. Colui che un tempo si faceva chiamare Rogan sedeva accovacciato sul ceppo di un vecchio albero, osservando in lontananza onde di nubi frangersi sugli scogli, mentre le prime luci del mattino cancellavano alla sua vista quelle orribili stelle nere che, per tutta la notte, avevano danzato lassù nei cieli la loro rituale danza di morte.maschera.gialla.ok

Molti secoli erano trascorsi da quando il mondo, privato dei suoi Antichi Difensori, era rimasto alla mercé di Spiriti e Demoni. Quei pochi, ardimentosi eroi che erano riusciti a contenere gli errori dei loro Padri nulla poterono il giorno che un secondo Sole fece per la prima volta la sua comparsa, all’orizzonte sul lago di Hali.

Lo sguardo di colui che un tempo si faceva chiamare Rogan volgeva verso una pianura desolata e brulla, coperta da un’alta vegetazione secca che frusciava e fischiava nel vento autunnale. Laggiù, oltre le colline, un unico edificio ancora si ergeva impavido, quasi indifferente all’osceno dilagare della Morte Gialla che ormai bruciava il corpo e l’anima dei pochi che ancora calpestavano la Terra degli Antichi Dei. Era il castello del principe Prospero, baluardo di pochi Umani che ancora parevano non arrendersi all’inevitabile. Quello di oggi sarebbe stato il suo ultimo incarico su questa Terra, dopodiché il suo compito sarebbe terminato. Ancora poche ore e avrebbe potuto finalmente ascendere al regno dell’Immanenza, lassù oltre i limiti del visibile, ove avrebbe ricevuto eterna gloria e onore.

Colui che un tempo si faceva chiamare Rogan si alzò in piedi e sospirò. Il suo nuovo nome era molto più temuto di quello di un tempo. Nessuno avrebbe potuto pronunciarlo senza un brivido, e coloro che avevano avuto la sfortuna di incrociare il suo cammino non sarebbero più stati in grado di farlo. Ma non era davvero il caso di indugiare oltre. Ci sarebbero volute diverse ore prima di riuscire a raggiungere la sua destinazione, là oltre le colline. Era ormai tempo di mettersi in cammino. Era ormai tempo che anche il principe Prospero ricevesse il suo personale Segno Giallo.

C’era una festa in maschera quella notte al castello del principe Prospero. Era davvero bizzarro come gli Umani potessero continuare a occuparsi di insensatezze mentre la Morte Gialla era ad un passo dal bussare alla loro porta e dal chiedere conto della loro stessa esistenza. Quegli Umani che furono tanto sciocchi dal combattere gli Dei, unico baluardo tra loro e il disfacimento della loro razza impura. Non ci sarebbe più stato un Agarth ad abbattere la feroce Aguiera e a bruciarne le carni con tizzoni fiammeggianti. Ora c’era soltanto lui, completamente indisturbato, lui che un tempo si faceva chiamare Rogan, lui che conosceva il mistero della Fiamma, lui che aveva camminato per le oscure strade del Kur e la cui mente aveva sondato le profondità del lago di Hast’Ur.

Il suo volto recava impresse le cicatrici di lunghi anni di dolore, la sua pelle si era da tempo consumata e aveva lasciato scoperti putrescenti fasci di nervi, che egli aveva provveduto a celare con l’aiuto di unguenti i cui segreti aveva sottratto, in tempi remoti, a una Nanoa del popolo sacro. Quella sorta di maschera cerulea, quei suoi occhi privi ormai di iride sarebbero stati il suo lasciapassare, gli avrebbero concesso di aggirarsi inosservato fin tanto che non fosse riuscito a recapitare il suo macabro messaggio.

Gli ospiti del principe Prospero cantavano e danzavano ormai da diverse ore, perfettamente ignari del proprio destino. Una pendola d’ebano aveva appena scoccato il suo dodicesimo tocco allorché gli occhi del principe Prospero caddero sull’immagine spettrale dello sconosciuto visitatore. Alla sua vista, le pieghe del viso del padrone di casa si contorsero in un lungo brivido di terrore, si intese un urlo lacerante e, un attimo dopo, il principe Prospero cadde prostrato nella morte. Raccogliendo in sé il folle coraggio della disperazione, uno degli invitati si lanciò contro colui che un tempo si faceva chiamare Rogan, cercando di strappargli la maschera. Ma egli non aveva nessuna maschera.

E allora tutti compresero e riconobbero la presenza della Morte Gialla, giunta come un ladro nella notte, e ad uno ad uno i gaudenti giacquero nelle sale delle gozzoviglie ora irrorate del loro sangue, e ciascuno morì nell’atteggiamento disperato in cui era caduto. E la vita della pendola d’ebano si estinse con quella dell’ultimo dei baldorianti. E le fiamme dei tripodi si spensero. E l’Oscurità, la Decomposizione e la Morte Gialla regnarono indisturbate su tutto.

Obsidian M.,
leggende de “Le Terre degli Antichi Dei”

Annunci

16 thoughts on “LA MASCHERA DELLA MORTE GIALLA

  1. Ciao a tutti! Sono veramente felice per aver avuto i miei primi due QuestBlogger: Mary Perez e theobsidianmirror e per la prima volta (sarà così sempre e solo nei commenti) mi allontano un pò dal personaggio di Reo lo scrivano.
    L’esperimento che sto tentando è proprio nella difficoltà di condividere, nonostante la presenza di un legame instaurato tra chi legge e chi scrive. Questo blog è una appendice, una dimensione, una realtà altra in cui io autore (e con me le Terre degli Antichi Dei) sono sullo stesso piano del lettore. Mi piacerebbe avere moltissimi QuestBlogger, un continuo turbinare di idee e storie (alcuni possono essere spin-off o what-if come ha scritto giustamente Obsidian sul suo blog 😉

    Se chi legge entra nelle Terre e ne parla, per me è uno stimolo a migliorare. Se oltre a parlarne ne scrivono, per me è un confronto creativo, qualcosa di ancora più profondo,

    Obsidian mi dato modo, con il suo racconto, di inserire una nuova categoria “leggenda” dove mito e storia, realtà e fantasia si mescolano e quindi quella che poteva sembrare una difficoltà, si è trasformata in risorsa: ho una piccola scappatoia narrativa in più 🙂

    Rinnovo i miei complimenti ai due QuestBlogger, che ho potuto conoscere e apprezzare per la loro spontaneità e la loro bravura nello scrivere. Non è facile improvvisarsi, ma voi ci siete riusciti alla grande!

    Ora rientro nel personaggio di Reo lo scrivano e torno a redimere pagine e pagine di fonti, fatti e, perché no, leggende…

    Ci si legge, Cercatori!

    Mi piace

    • Davvero una curiosa idea quella di aprire un blog dedicato ad approfondire ciò che sta attorno il tuo romanzo. Chiaramente non è un progetto facile da portare avanti, lo sai meglio di me, ma credo che in questi giorni siamo riusciti tutti assieme a creare qualcosa di estremamente interessante e, non da ultimo, divertente. Ammetto che ero un po’ titubante quanto ti ho proposto un racconto che, me ne rendevo conto mentre lo scrivevo, un po’ faceva a pezzi il tuo mondo per fare spazio al mio, ma sono lieto che nonostante tutto tu abbia apprezzato e addirittura trovato qualcosa di positivo per la tua scrittura. Magari un giorno, con il tuo permesso, ci riproviamo….

      Liked by 1 persona

      • Ovviamente, esperimento riuscitissimo a mio avviso. Spero che altri seguino il tuo esempio. Nella vita nulla è facile, ma con un po’ di coraggio e impegno tutto può migliorare 🙂

        Mi piace

  2. Mi viene da chiedermi se questo non sia da considerare, oltre che uno spin-off di questa serie avventurosa anche uno spin-off degli Yellow Mythos – che sono, secondo me, uno dei must più must della blogosfera 🙂
    Mi sentirei però di aggiungere anche il nome di R.E.Howard a quelli di Poe e Chambers. O sbaglio?

    Liked by 1 persona

    • Credo siano le ambientazioni del padrone di casa quelle che ti hanno ricordato R.E.Howard. Da parte mia c’è solo Edgar Allan Poe (il finale è riconoscibilissimo), uno spicchio di Chambers (che nel racconto “Il riparatore di reputazioni” scrisse “conoscevo il mistero delle Iadi e la mia mente aveva sondato le profondità del lago di Hali.”) e un pizzico di Ambrose Bierce, che nel suo racconto “An inhabitant of Carcosa” citava “una pianura desolata e brulla, coperta da un’alta vegetazione secca che frusciava e fischiava nel vento autunnale” (descrizione questa che io ho ripreso pari pari)

      Liked by 1 persona

  3. Ivano con Romina siete in un certo senso i precursori di esperimenti narrativi 🙂 Sono felice che Giuliano ne sia così entusiasta!!! Chissà magari ha scoperto davvero una risorsa inaspettata, leggende, miti, racconti… si crea una specie di “Mille e una notte” wow!

    Liked by 1 persona

  4. Grazie Ximi per la gentile citazione di quella che per alcuni mesi è stata una strana coppia della blogosfera, ahahah! La tentazione di seguire anche questo esperimento in effetti è grande, ma sono davvero oltre il limite come numero blog da seguire. In questi giorni frenetici in particolare sono stato costretto a sorvolare su più di un post dei blog che in genere seguo con continuità.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...