Dei Demoni e dei Puri Spiriti – Parte 3

Dei Demoni e dei Puri Spiriti – Parte 3

-Il punto è questo, Reo, una volta compreso di avere un potenziale e che tutto intorno a noi è nato da quel potenziale, ma ha solo una forma diversa, come possiamo sfruttare questa consapevolezza?- Silenzio. Anche la taverna zittisce, come se le Terre improvvisamente siano ammutolite. Non percepisco neanche più il battere della pioggerellina. Poi un eco nella mia mente ha la voce di Rogan.

Se potessi ascoltare i pensieri delle persone che ti stanno intorno, useresti quella capacità per aiutarle o sfruttarle. Se potessi sapere cosa desiderano glielo daresti oppure le guideresti, in modo da fornire loro uno strumento per conquistare quanto agognano? Reo, se sapessi che qualcuno ha paura di qualcosa, useresti quella debolezza per renderlo schiavo?

Quando il suono intorno a me torna vivido scopro che il volto serafico di Rogan mi sta fissando.

-Torniamo all’inizio. Il Bene. Il Male. Da una parte i Puri Spiriti e dall’altra i Demoni. Credo tu già abbia intuito dove sto andando a parare, ma prima che tu possa obiettare o esprimere un appunto, voglio che pensi al concetto di forma. Sei uno studioso, amerai l’arte. Una bella scultura che con fatica e maestria fuoriesce da un blocco di marmo può essere di una bellezza sublime ma anche di un’orrenda fattezza, questo da cosa dipende? Dal marmo? Dallo scultore? O cosa altro?-

Mi fermo. La mano mi trema. Vorrei dire molte cose ora, impostare un dialogo, uno scontro dialettico. Ma ho paura. La sento ora come allora, fin dentro le viscere. Percepisco la conclusione di questo discorso, ma il solo pensiero che ogni uomo sia il fine ultimo della sua grandezza o della sua rovina in qualche modo non riesco ad accettarlo senza lottare. Pensare che tante vite, tante potenzialità non emergano perché in fondo non vogliono o fanno scelte sbagliate mi sembra più ingiusto di tutte le altre teorie fataliste o nichiliste che abbia mai ascoltato.

-Ingiusto? Torni ancora sulla dicotomia. Bianco o nero. Bello o brutto. Te l’ho detto ho consumato metà della mia vita per arrivare a comprendere che si è e basta-.

In questo momento, rileggendo i miei appunti, come allora in quella taverna. Sospiro. La mia mente è confusa, sono imbarazzato, non solo perché Rogan legge i miei pensieri, ma perché realmente molte convinzioni maturate in anni sono scosse da questo semplice messaggio.

-Reo, purtroppo, non ho molto tempo e lo sai. Non voglio convincerti di nulla. Vorrei solo cercare di spiegarti perché nelle Terre di tanti uomini che vivono e muoiono solo alcuni si trasformano in Demoni o Puri Spiriti. E raramente alcuni non muoiono affatto-.

Come te, penso. Ma non parlo.

-Morirò Reo, come la maggior parte di noi. L’hai portata, vero?-

Annuisco. Ho con me quello che mi ha chiesto. Ed in cambio lui si è lasciato intervistare. Faccio scorrere un cilindro di ebano intarsiato. Dentro, custodita da secoli, vi è una pergamena rara, in cui si dice sia scritta la Profezia. Naturalmente solo alcuni possono aprirla e ancora di meno leggerla. E io non sono tra questi, purtroppo. Il mago prende quella reliquia e la mette sotto la mantella scura. I suoi occhi sono eccitati come quelli di un bambino di fronte ad un nuovo giocattolo.

-Dove eravamo rimasti…ah, sì, dicotomia. Per qualche strana ragione l’intera esistenza umana è legata al concetto di dualismo, come se non esistessero le sfumature. Le zone d’ombra. Noi vogliamo imporci qualcosa che nell’esistenza non c’è. Tutto muta. Ora però non divaghiamo, andiamo al punto, il tempo stringe- si avvicina un po’ al mio viso -ricordi la candela? Immagina di aver compreso come usarla, immagina che inizi a consumarla per i tuoi bisogni, pensi che se cambi il mondo intorno a te, tu non cambi?-

Ricordo come allora di aver percepito un senso di vittoria. Non mi stavo perdendo in pensieri contorti, ora qualcosa ha senso.

-Consapevolezza e coscienza. Questo ci rende vivi. Tutto il resto è di passaggio. Ma ognuno ha la sua consapevolezza. Ed ognuno, ancor di più, ha la sua coscienza. Se tendi al nero non puoi sperare di inondarti di bianco, non credi?-

Ecco che sorrido insieme a Rogan.

-Quindi se un uomo consuma la sua candela più di quanto gli sia concesso, sia per il bene che per il male, rischia principalmente di morire prima del tempo. Ma- e qui muove l’indice in alto a sottolineare la conseguenza di tanto parlare -se la consapevolezza è più forte della coscienza, il mutamento in atto non ha come conclusione la morte, ma una nuova forma. Si perde l’umanità per avere una assoluta consapevolezza dell’essere. Dal grigio si è passati al bianco o al nero. Demoni e Puri Spiriti. Nei primi è la forma, la carne, la materia la conquista. Nei secondi lo sostanza, l’essere, l’idea il punto di arrivo-.

Beve l’ultimo sorso del suo boccale. Non ha più nulla da dirmi. Mi porge la mano. Gliela stringo.

-Grazie, Reo, a buon rendere!-

E mentre fuori smette di piovere, vedo Rogan, il mago, sparire tra gli astanti della taverna.

Reo, il dotto scrivano,
la cronaca de “Le Terre degli Antichi Dei”

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