Dei Demoni e dei Puri Spiriti – parte 2

Dei Demoni e dei Puri Spiriti – parte 2Rogan beve, poi continua: -Dopo anni passati a pregare Dei senza orecchie, i sacerdoti hanno trasformato le cerimonie in riti propiziatori. Dal politeismo siamo passati allo spiritismo. Invochiamo un elemento della natura rispetto ad un altro solo perché pensiamo possa donarci quello che ci occorre. E la cosa sembra funzioni, non credi?- Scuote il capo, beve l’ultimo sorso -ma nonostante questo la fede Methos di non è venuta mai meno. Lo invidio per questo-. Mostrando il boccale vuoto richiama l’attenzione della ragazza dai capelli rossi che serve ai tavoli. Lei sorride confermando di aver capito con un cenno del capo.

La mia mano non smette di prendere appunti. La grafite graffia la pergamena in modo indelebile. A differenza dell’inchiostro, la mina la lacera, seppur in maniera delicata. In fin dei conti è una pietra.

-La cosa bella della teoria di Methos è che, proprio come una candela, ognuno di noi ha la sua forza vitale. Ha una sua forma, un suo colore e una sua potenza. Questo vuol dire due cose -mi mostra l’indice e il medio come se parlasse ad un bambino -primo si consuma, quindi se la sprechi sei morto, fottuto. Secondo non puoi pretendere da una candela corta di poter bruciare a lungo, oppure ad una candela lunga e fina di avere una gran luce, ne convieni?-

Sto per rispondere, quando arriva la servetta dai capelli rossi, riempie il boccale di Rogan e mi chiede se voglio qualcosa, con un cenno negativo sorrido e la congedo.

-Quindi la sua teoria non può essere abbracciata da molti, perché implica che ognuno di noi è diverso, per quanto unico e speciale, e che alcuni possono fare grandi cose e altri no. Una teoria estrema, quanto la legge di natura, non credi, Reo?-

Vuole che io segua il suo discorso, le domande servono a mettermi in gioco, ma non credo voglia realmente un dialogo. Quest’uomo meravigliosamente arrogante ama parlare. Sorrido e annuisco.

-Bene, perché io ho dovuto sperimentare molte strade e percorrere molti chilometri prima di afferrare questa importante concezione. Ho sempre preferito vedere per credere, anche in questo mi distinguo da mio fratello. Porto cicatrici sul mio corpo, sulla mia anima e anche nella mente. Per lui è sempre stato più semplice vedere, ma io non ero ancora pronto per vedere quel che mi descriveva. In molti guardano, ma sono pochi quelli che vedono il mondo per quello che è realmente!- Beve, gusta il vino e torna a fissare fuori la pioggia fina che batte sul vetro.

Continua a leggere…

Reo, il dotto scrivano,
la cronaca de “Le Terre degli Antichi Dei”

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